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Editor's Note: In this interview with Angelo Aquaro of La Repubblica, Robert Kagan discusses his views on the European Union and the financial crisis, American and European roles in Syria and Iran, and perceptions of Mario Monti both in Italy and abroad.

Angelo Aquaro: Scusi, professore, ma se gli americani vengono ancora da Marte e gli europei da Venere, allora da dove viene Mario Monti, l'uomo che il settimanale Time ha definito "il più importante d'Europa ", l'italiano che qui in America è una superstar, invitato di lusso tra i big della new economy nella Sun Valley? Robert Kagan, l'autore di Paradiso e potere, il pensatore di destra che oggi, a sorpresa, piace a Barack Obama, sorride. Il suo nuovo libro, The World America Made, è già uno scandalo.

Perché di fronte alle tesi liberal del declino  -  da Fareed Zakaria, L'era post-americana, a Thomas Friedman, Il mondo è piatto  -  sostiene che l'America resta una grande potenza: pur sempre, s'intende, nel mito guerresco di Marte. "Beh, non credo che per Mario Monti sia importante venire da Venere o da Marte. Non è lì per fare la guerra o la pace: e davvero non saprei qual è il pianeta dei problemi finanziari. Ma per quello che so sta facendo un gran lavoro. Qui c'è molta ammirazione. E spero che l'Italia prosegua su questa direzione".

Ecco, proprio questo è il problema. Il Wall Street Journal si chiede se senza di lui l'Italia rispetterà gli impegni. Mentre l'ex premier Silvio Berlusconi è pronto a tornare in campo.

Robert Kagan: Non vorrei entrare nel merito...

Aquaro: È un discorso più generale: fino a che punto un disastro economico di tali dimensioni può richiedere soluzioni eccezionali.

Kagan: È davvero un tipo di decisione che spetta al popolo italiano: trovare un equilibrio tra la necessità di affrontare la crisi e non avere, invece, un approccio politico alla crisi stessa. Però, ecco, la democrazia è democrazia: e la sospensione della politica generalmente non dura a lungo.

Aquaro: Ma lei la vede o no l'uscita dal tunnel per l'Italia e l'Europa?

Kagan: Il mio ottimismo è messo alla prova. Però se credo che l'Unione, alla fine, troverà una via d'uscita è perché credo che il suo significato ultimo non sia meramente economico: è politico. E l'idea che l'Unione si dissolva politicamente è più che un rischio per gli europei. La Grecia resterà dentro o fuori? Io credo che l'Unione resterà comunque in piedi. Provate a porvi la domanda: che Europa sarebbe se finisse la Ue? Già questo può aiutarvi a tenerla unita.

Aquaro: In Spagna siamo arrivati agli scontri per l'austerity. Un'Europa unita aiuterebbe a gestire queste crisi?

Kagan: Prendersela con Bruxelles invece che con Madrid? No: in questo gli stati nazionali, che poi devono rispondere agli elettori, continuerebbero ad avere un bel da fare.

Aquaro: Il suo saggio sull'Europa-Venere e l'America-Marte compie dieci anni.

Kagan: E dovrei sorprendermi che è ancora più attuale. Chiariamo: oggi come allora non vedo in bianco o nero. Inghilterra e Francia, per esempio, hanno spinto per la forza in Libia proprio quando gli Usa sembravano riluttanti. Ma l'Europa è l'unica che diminuisce le spese militari. Al contrario di Cina, Brasile, India, Turchia.

Aquaro: Lei spiega che l'economia non basta: senza capacità militare non ci sarà mai vera influenza.

Kagan: Guardate alla Germania e alla sua ritrosia a impegnarsi sempre in Libia. E se penso all'Europa mi è difficile pensare a un'Europa senza la Germania. Ecco perché America ed Europa hanno mentalità differenti. Prendete Barack Obama.

Aquaro: A cosa si riferisce?

Kagan: Sta impostando tutta la campagna elettorale come il presidente che sa come uccidere: lui ha ucciso Osama Bin Laden, lui ha ordinato i blitz con i droni. In Europa pensavano che sarebbe stato un presidente più "europeo": ha dimostrato di essere un vero presidente americano.

Aquaro: L'idea del suo libro, che non è vero  -  come dicono invece a destra  -  che l'America sia in declino, è finita nel discorso sullo Stato dell'Unione. Avrebbe mai pensato di diventare ispirazione per Obama?

Kagan: Guardi" dice ridendo "io ho sempre ritenuto che la politica estera dovesse essere bipartisan. Sono contento che il presidente abbia trovato il libro utile.

Aquaro: L'ha cercata?

Kagan: Abbiamo avuto alcuni incontri: non a tu per tu. Washington è piccola. E poi non io non scrivo per questo o quel partito.

Aquaro: Veramente è tra i più importanti consiglieri dell'uomo che sfida Obama, Mitt Romney. Che si è già distinto per i suoi attacchi all'Europa.

Kagan: È stato davvero spiacevole che le sue dichiarazioni siano state prese come antieuropee: voleva soltanto dire che non permetterebbe mai che l'America adotti un sistema di welfare europeo.

Aquaro: Anche Obama accolla all'Europa le responsabilità per la crisi: non è che siamo diventati il vostro capro espiatorio?

Kagan: Che ironia: in Europa pensano che la responsabilità della "loro" crisi sia dell'America. Tutti cercano un capro espiatorio.

Aquaro: Lei scrive: non è vero che l'America è in declino. Però nel libro non cita mai chi l'ha guidata negli ultimi anni.

Kagan: Il libro ha una prospettiva storica. Però no, non credo che Obama stia spingendo l'America verso il declino. Sì, mi ha deluso la lentezza di reazione verso la Primavera araba. Ma se è per questo negli Anni '90 mi aveva deluso la lentezza nei Balcani di George H. W. Bush. E poi di Bill Clinton.

Aquaro: E adesso la Siria.

Kagan: Non fossimo sotto elezioni vedremmo un'America molto più attiva. Ma non credo che Obama voglia rischiare. Anche se alla fine Assad cadrà.

Aquaro: Ha ragione John McCain a chiedere un intervento?

Kagan: Non intervento diretto. Ma costruire zone sicure per l'opposizione usando la forza aerea di Stati Uniti e Nato: come in Libia.

Aquaro: E l'Iran? L'US Navy prepara le grandi manovre nel Golfo.

Kagan: Le possibilità di un'azione militare non sono poche. Siamo lì per mandare un segnale o perché temiamo che possano passare all'azione? L'arrivo di una dragamine fa pensare alla seconda ipotesi. Le sanzioni sempre più stringenti potrebbero spingere l'Iran a un'exploit militare.

Aquaro: Dica la verità  -  parlando di Europa, Siria, Iran e adesso tornando all'Italia: come ha vissuto, da osservatore internazionale, il passaggio da Berlusconi a Monti?

Kagan: Mi sta chiedendo se l'Italia, oggi, viene presa molto più seriamente come paese? La risposta è sì. A un'analisi oggettiva non c'è dubbio che sia considerata molto più seriamente. E questo giusto per rovinare le mie prospettive per quando Berlusconi tornerà: non potrò più rimettere piede in Italia.

Aquaro: Crede davvero che tornerà?

Kagan: Ma non posso saperlo! E la prego: non scriva anche questo.

Aquaro: Il professore ci perdonerà: ma per noi che veniamo da Venere come resistere alla tentazione?